martedì 3 gennaio 2012

Motostrade di Sardegna: la SS125 "Campuomu"

Base di partenza è la SS554. Provenendo da Villasimius in direzione di Cagliari, dopo il bivio per Quartu Sant’Elena, si trova l’imbocco della SS125 con indicazione Muravera-Arbatax. I primi chilometri che costeggiano lo Stagno di Simbirizzi sono noiosi e bisogna fare attenzione al manto stradale, ricoperto in più punti da ghiaia a causa dei lavori di costruzione della nuova statale che presto (speriamo!) permetterà di collegare l’Ogliastra al capoluogo di Regione in breve tempo.


Lunghi rettilinei fiancheggiati dai pini sono solo il lato negativo a ciò che di lì a pochi chilometri ci aspetta. Si supera il Villaggio dei Gigli e quello delle Mimose fino ad arrivare finalmente alle prime curve veloci. A San Gregorio, una curva a gomito sulla cui destra si lascia un bar spesso affollato da altri centauri (prestare attenzione a chi attraversa la strada) rappresenta l’inizio di questa favolosa strada. Le curve dal raggio ridotto misto all’ampiezza della strada, si pennellano che è un piacere e la moto non rimane un attimo diritta. Pochi chilometri e si raggiunge Arcu ‘e Tidu dove è posto il bivio per Burcei, destinazione di una famosa cronoscalata che si corre in primavera sull’isola. Continuiamo diritti, in discesa, su un continuo di destra/sinistra che, fuori dai periodi più caldi, possono nascondere tratti umidi da affrontare con cautela. In inverno è capitato di trovare zone ricoperte di ghiaccio nei punti in cui il sole non batte. Più avanti però termina la discesa, gli alberi che coprivano la strada lasciano spazio ad una vegetazione più rada ed inizia un percorso pressoché pianeggiante che si immerge nella gola attraversata dal torrente “Campuomu”. L’eco del motore che rimbomba tra le pareti di roccia fa venire i brividi e, se non ci si fa prendere troppo dal polso, possiamo pensare a qualche breve sosta che ci regala scorci incredibili, anche se di punti dove fermarsi non ce ne sono moltissimi. Inizialmente abbiamo la roccia alla nostra destra, ma oltrepassato un piccolo ponticello, lo sguardo si apre sulla gola stessa. Il paesaggio dapprima è boschivo per poi diventare sempre più magnificamente roccioso. Avvisate le zavorrine di preparare la macchina fotografica per qualche scatto a volo!

Proseguiamo in una serie interminabile di curve dall’asfalto perfetto e dal grip da far arrossire moltissimi dei più blasonati passi alpini. La strada riduce la sua ampiezza e, specie nei fine settimana, bisogna stare attenti a qualche incosciente che taglia le curve pensando di stare su qualche circuito (e non mi riferisco solo ad altri motociclisti…).

Un ultimo piccolo ponte, segnalato sull’asfalto in entrambi i sensi di marcia dalla riduzione di carreggiata, segna quasi la fine di questa giostra. Siamo arrivati al km 47 e le ultime curve ci immettono in un lunghissimo rettilineo dove far riposare almeno il polso sinistro che ha fatto il suo dovere, faticando non poco con la frizione.

Giungiamo al piccolo villaggio di San Priamo, e qui possiamo scegliere se fermarci al bar per un caffè o comprare del pesce fresco proveniente dalla vicina peschiera di Feraxi… o ancora, raggiungere la graziosa località di Costa Rei dove tuffarci in un mare cristallino.



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