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sabato 24 settembre 2011

TransAlpina 2011: 10.09.2011 - IV^ Tappa


Anche stamattina l'intensa umidità ha completamente bagnato la tenda. Il sole è sorto da poco quando vado in bagno a lavarmi e tutti dormono ancora, compresi Francoise ed Amanda con i quali ho trascorso la serata di ieri.
Aspetto le 8, quando arriva il responsabile del campeggio, per saldare il conto e riprendere la strada. Con i raggi del sole radenti sulle acque dello Schwarzsee che fungono da specchio alle montagne che lo circondano, è visibile una lieve nebbiolina che sfiora la superficie del lago ed avvolge le canne che fuoriescono dal suo fondale.
Guido verso il Gurnigel a 1750 mt. Il fondo stradale è molto umido, specialmente nelle zone all'ombra ma rallentare mi permette di godere della strada e del paesaggio. Sembra di stare nel cartone di Heidi dove si distendono prati verdissimi su cui pascolano le mucche alle pendici dei monti prima ricoperti da abeti e, più in quota, da rocce. Le abitazioni in legno con le fioriere ai balconi, i tronchetti sistemati in maniera impeccabile, i recinti... e poi il silenzio e la tranquillità di questi posti è indescrivibile.


All'uscita di una curva mi è sembrato di vedere dei lama... che ci fanno in Svizzera i lama? Torno indietro perchè pensavo di essermi sbagliato, ed invece all'interno della recinzione ci sono proprio questi curosi animali! Li fotografo senza avvicinarmi troppo perchè conosco le conseguenze a cui potrei andare incontro e poi riprendo il viaggio. Arrivo a Thun, una bellissima e viva cittadina situata sulle sponde del Thunersee.


 Al centro del paese è posto un grazioso castello bianco con le torri dai tetti appuntiti. Ci fosse stata Clara, le sarebbe sicuramente piaciuto!
Entro nella zona di produzione del famosissimo formaggio Emmental e mi fermo ad un caseificio dove compro una bella fetta da mettere sottovuoto per portarla a casa. Sugli scaffali del negozio sono esposti anche articoli di manifattura artigianale quali oggetti in ceramica o piccoli vassoi in legno intarsiati, ma i prezzi sono davvero altissimi!
Supero anche lo Shallenberg a 1167 mt e raggiungo Marbach caratterizzata da una bellissima chiesa.
All'altezza della graziosa Kapell Lehn riesco a vivere in prima persona la transumanza del bestiame ornato con campanoni legati al collo, la testa decorata con fiori e guidato dai mandriani vestiti in abiti caratteristici: bellissimo!!!


Salgo verso la Panorama-Strasse: il primo tratto in salita passa attraverso una zona boschiva chiusa tra due versanti montagnosi, ma giunto in cima il panorama si apre con vista sul lago Sarnersee. Mi fermo per una sosta di pochi minuti e vengo raggiunto da un uomo sulla 60ina di origine veneta ma residente in Svizzera da moltissimi anni. Parliamo per un po' quando improvvisamente vede la ruota posteriore e si mette le mani nei capelli dicendo che con il battistrada in quelle condizioni, se mi ferma la polizia svizzera mi fa tremare! O cacchio, non credevo di aver consumato così tanto la gomma ! Proseguo il viaggio incrociando le dita affinchè nessuno mi fermi.
Oltrepasso anche il Glaubenbielenpass a 1611 mt e la discesa è affollata di moto e molto stretta, tanto da costringere tutti a mettersi in fila indiana. Arrivo a Giswil e devio per il Brunigpass a 1007 mt.
Giungo a Meiringen e l'intenzione è quella di percorrere, a seguire, il Sustenpass, il Passo del San Gottardo, il Nufenenpass ed infine il Furkapass. Seguo quindi le indicazioni per il Sustenpass e Grimselpass ma distrattamente, anziché dirigermi verso il Sustenpass secondo quanto programmato, imbocco la strada per il Grimselpass. Me ne accorgo quando è troppo tardi, perchè la salita è già iniziata. Non fa niente, può darsi che questo fuori programma magari mi porterà comunque belle sorprese e quindi continuo: la strada è larga, l'asfalto perfetto... oggi è sabato e c'è un po' di traffico non solo provocato dalle moto ma anche da auto ed autobus. Più salgo è più il panorama diventa affascinante. Costeggio una prima diga, poi una seconda... qualche altra curva e posso vederle entrambe, una sotto l'altra.


Arrivo in cima sul Grimselpass a 2165 mt e quando inizio la discesa quasi non credo ai miei occhi: i tornanti che si perdono sotto di me e sul versante della montagna di fronte vedo un'altra serpentina di asfalto che sale su... è quella che porta al Furkapass. Scendo e mi fermo a Gletsh indeciso per quale strada continuare. Furkapass o Nufenenpass? L'indecisione mi mette in difficoltà perchè vorrei percorrere entrambe. Controllo la ruota posteriore ed il battistrada è sceso ulteriormente. E' ora di pranzo e decido di mettere qualcosa sotto i denti prendendo una salsiccia arrosto ed un panino al ristorante-fastfood vicino alla chiesetta e pagandolo ben 9 CHF. Faccio la conoscenza di un centauro svizzero e, dopo una breve chiacchierata, gli chiedo quale sia il passo più bello da percorrere tra i due. La risposta è scontata: entrambi! Mi rimetto in sella ed imbocco i primi tornanti che mi portano subito in quota sul Furkapass a 2431 mt. Almeno qui il traffico si è diradato, e non di poco! La visione delle montagne solcate da queste meravigliose strade è puro godimento.



Scendo verso Andermatt che oltrepasso per imboccare la salita che mi porta sull'Operalpass a 2033 mt. In cima c'è un piccolo negozio in legno che, oltre a vendere souvenirs, ha esposte le lavagnette che indicano la vendita di burro e formaggi d'alpeggio. Vorrei comprarli, ma dove li metto visto che non ho un frigo?
Curva dopo curva arrivo a Muster. Ad un semaforo mi si affianca una ragazzina in perfetta tenuta da biker a bordo di un motard KTM. Dalla statura avrà avuto non più di 18-19 anni. Scatta il verde, e poche curve dopo già non la vedevo più! Piegava quella moto che era uno spettacolo, con ingressi in curva perfetti... davvero brava!
Inizia una lunga salita che mi porta al Lukmanienpass a 1914 mt. Il cielo è nuvoloso e la strada sembra asfalto lastricato. Supero il passo e mi trovo nel cantone italiano con segnali stradali, cartelli ed insegne scritte nella nostra lingua. Anche le case hanno cambiato aspetto, ed al legno viene sostituito il classico calcestruzzo. Anche la disposizione delle costruzioni è completamente diversa, anche perché il territorio è diverso: i boschi e le rocce hanno sostituito i prati verdi e le alte montagne. E' incredibile come tutto può cambiare drasticamente nel giro di 30-40 chilometri. Percorro un noiosissimo tratto di strada attraversando Biasca, Osogna, Arbedo-Castione dove devio poi per Roveredo, Soazza ed infine Pian San Giacomo. Da qui finalmente iniziano le curve per il Passo San Bernardino a quota 2065 mt. Le curve ed i tornanti scorrono via uno dietro l'altro su un bel manto di asfalto a volte stretto, altre volte più largo. Giungo in cima dove noto delle singolari pile di pietre posate su un costone di roccia.


E' pomeriggio inoltrato ma ancora non è tardi, e mi posso permettere di affrontare altri chilometri. Arrivo a Hinterrhei e proseguo per Splugen. Salgo lungo il versante della montagna che sovrasta il paese che mi lascio subito alle spalle. Una lunga serie di bellissimi e divertenti tornanti in salita mi porta diritto al confine posto sullo Splugenpass a 2113 mt. Rientro in Italia. Scendendo dal passo la sensazione che provo è strana. Attraverso il villaggio di Montespluga che ha come sfondo il lago di Stuetta e l'atmosfera è quella di desolazione ma non in senso negativo, anzi! Il freddo, l'assenza di persone, le case in pietra non abitate e sparse sulla piana, il cielo arancione che si fonde alle poche nuvole grigie, formano una bellissima miscela affascinante e rurale. Scendo di quota ed arrivo a Madesimo. Sono le 18 e chiedo a due ragazzi se esiste un campeggio in zona. Mi dicono che il più vicino è quello alla vicina Campodolcino. La strada in discesa è stretta, ripida, piena di piccoli tunnel scavati nella roccia dove due auto in parallelo ci entrano astento. Alcune, nei tornanti, sono costrette a fare due manovre per girarci. Giungo nel piccolo paese e seguo le indicazioni per il campeggio che, pur essendo trascurato e soprattutto rivolto a chi è in possesso di roulotte o camper, va bene lo stesso per trascorrerci una notte.



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